UNCOMMON PLACES an accelerationist aesthetics | Palazzo da Schio, Schio

UNCOMMON PLACES_an accelerationist aesthetics
(Luoghi non comuni_un’accelerazione estetica)

LUCA CAMPIGOTTO – OLAF OTTO BECKER –DAVIDE BRAMANTE – JULIANE EIRICH – ANDREA GALVANI-HIROYUKI MASUYAMA – REGINE PETERSEN-ALVARO SANCHEZ-MONTAÑES

un progetto di/project by Manon Comerio

mostra a cura di/curated by Camilla Boemio

Palazzo da Schio –  Via Capitano G. Sella 4 – Schio, Vicenza

dal 15 aprile al 15 maggio 2016/from April 15 to May 15, 2016

In un contesto inedito, ricco di storia e di suggestioni, il Palazzo da Schio diventa la venue di una mostra di analisi che nasce dall’interazione dall’ideatrice del progetto Manon Comerio e la curatrice-teorica Camilla Boemio. La mostra vuole indagare il paesaggio naturale e quello urbano in un’altra dimensione, che è quella dell’immaginario in uno stato di accelerazione estetica. Un immaginario che davanti allo spettacolo naturale cerca non un altro da sé, né la conferma delle proprie certezze, ma evidenzia i modi per integrare più visioni. Viviamo nell’epoca del tempo senza tempo nel quale l’immagini si sovrappongono raccontandoci di paesaggi scomposti dai quali fuoriescono storie parallele, elementi vernacolari e rimandi di costruzioni estetiche geo -temporali. L’endiadi di essere e tempo a cui Martin Heidegger aveva consacrato il suo capolavoro del ’27 sembra oggi riconfigurarsi nell’inquietante forma di un perenne essere senza tempo. Figlio legittimo dell’accelerazione della storia inaugurata dalla Rivoluzione industriale e da quella francese, il fenomeno della fretta fu promosso, sul piano teorico, dalla passione illuministica per il futuro come luogo di realizzazione di progetti di emancipazione e di perfezionamento. La nostra epoca postmoderna, che pure ha smesso di credere nell’avvenire, non ha per questo cessato di affrettarsi, dando vita a una versione del tutto autoreferenziale della fretta: una versione nichilistica, perché svuotata dai progetti di emancipazione universale e dalle promesse di colonizzazione del futuro. Il processo di trascendimento del presente viene in parte assolto nella mostra con la narrazione di lavori poliedrici composti da scenari diversi: dalla serie Broken Line e Ilulissat di Olaf Otto Becker, a Regine Petersen con Find a Fallen Star, a Luca Campigotto con una selezione di paesaggi estrapolati dalle sue note serie, la San Pietroburgo di Davide Bramante, all’inedito lavoro per l’Italia dello Spagnolo Alvaro Sanchez Montanes,ad una serie di opere iconiche dell’artista Andrea Galvani, fino a Hiroyuki Masuyama con un allestimento site-specific e alla Tedesca Juliane Eirich con una selezione delle serie Korea Diary e Itoshima.

Camilla Boemio è la curatrice di Diminished Capacity il Primo Padiglione Nazionale della Nigeria alla 15°.International Architecture Exhibition La Biennale di Venezia.

La mostra vede le collaborazioni con le gallerie: Studio la Città di Verona, Artericambi di Verona, Bugno Gallery di Venezia e Anteprima D’Arte Contemporanea di Roma.

Palazzo da Schio, an unusual context but one overflowing with history and fascination, has become the venue for an analytical show resulting from the interaction between the project’s originator, Manon Comerio, and the curator-theoretician Camilla Boemio. The show aims at investigating the natural and urban landscape in another dimension: that of the imagination in a state of aesthetic acceleration. An imagination that, in the face of nature’s display, searches for nothing from itself, nor does it search for a confirmation of its own certainties, but highlights ways for integrating multiple visions. We are living in an age of time without time, one in which images are superimposed to recount disorderly landscapes from which emerge parallel stories, vernacular elements, and allusions to geometrical-temporal aesthetic constructions. The hendiadys of Being and Time, to which Martin Heidegger had devoted his 1927 masterpiece, today seems to reveal itself in the disturbing form of an endless being without time. The legitimate child of the acceleration of history begun with the Industrial revolution and by the French Revolution, the phenomenon of urgency was promoted, at a theoretical level, by the Enlightenment’s enthusiasm for a future as the realisation of projects for emancipation and improvement. All the same, our postmodern age, one that has in fact stopped believing in the future, has not stopped hurrying, and has given life to a wholly self-referential version of urgency: a nihilistic version of it because it has been emptied of projects for universal emancipation and the promise of colonising the future. The process of transcending the present is partly undertaken by our exhibition, with the narrative supplied by multifaceted works consisting of different scenarios: from the Broken Line and Ilulissat series by Olaf Otto Becker, to Regine Petersen with Find a Fallen Star, Luca Campigotto with a selection of landscape extracted from his well-known series, Davide Bramante’s Saint Petersburg, the work specifically made for Italy by the Spaniard Alvaro Sanchez Montanes, a series of iconic works by Andrea Galvani, Hiroyuki Masuyama with a site-specific installation, and the German Juliane Eirich with a selection from her series Korea Diary and Itoshima.

Camilla Boemio was the curator of Diminished Capacity the first national pavilion of Nigeria at the 15th International Architecture Exhibition, the Venice Biennale.

The show has been organised with the collaboration of the following galleries: Studio la Città, Verona; Artericambi, Verona; Bugno Gallery, Venice and the Anteprima D’Arte Contemporanea, Roma.